martedì 4 agosto 2020

NUOVI FARMACI ANTI-COLESTEROLO: a chi e quali vantaggi?


A cura della dott.ssa Maria Vincenza Polito, specialista in Cardiologia


Elevati livelli di colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia), specialmente il colesterolo cattivo (C-LDL), si associano ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari.

La terapia d’elezione per il trattamento dell’ipercolesterolemia è rappresentato dalle statine, farmaci che da decenni hanno dimostrato il loro beneficio nella riduzione dei livelli di colesterolo cattivo e, conseguentemente, hanno contribuito alla riduzione della morbilità e mortalità cardiovascolare.

Queste, eventualmente associate ad ezetimibe (farmaco che inibisce l’assorbimento intestinale di colesterolo), devono essere sempre abbinate ad un corretto stile di vita, ad una regolare attività fisica, ad una dieta sana e bilanciata con particolare riguardo al consumo di certe categorie di alimenti (verdura, frutta, acidi grassi polinsaturi, etc).

Tuttavia, nonostante la loro documentata e ben provata efficacia terapeutica, in taluni pazienti le statine sono insufficienti o mal tollerate. Sempre più spesso con questi farmaci è difficile raggiungere valori ottimali (target) di C-LDL, specialmente nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare.

La teoria “lower is better”, ossia “più è basso, meglio è”, è ormai consolidata. Quanto più si riduce il C-LDL, tanto migliore sarà la prognosi, in termini di infarto, ictus, arteriopatia periferica, mortalità cardiovascolare.

Ma staremo esagerando? E’ davvero così importante rincorrere valori molto bassi del “demonio” colesterolo? I risultati degli ultimi studi dimostrano che è proprio così e che bersagliare il C-LDL con le armi attualmente a disposizione è da perseguire con tenacia.

Tra le novità terapeutiche, in sostituzione o in aggiunta alle statine, ci sono gli anticorpi monoclonali, inibitori di PCSK9, capaci di smaltire l’eccesso di colesterolo circolante.

Questi nuovi farmaci sono risultati drammaticamente efficaci. Riducono infatti i livelli di C-LDL di almeno il 50 - 70%, si somministrano per iniezione sottocutanea (in genere ogni 2 settimane o una volta al mese) e hanno un buon profilo di tollerabilità. Rarissimi infatti sono gli eventi avversi.

Altresì, essi sono indicati in particolare nei soggetti con colesterolo alto ad elevato rischio cardiovascolare, nei quali il trattamento con le statine è mal tollerato o non riesce a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Queste terapie vanno indicate e prescritte dallo specialista sulla base delle esigenze del paziente; certamente averle a disposizione aumenta gli strumenti terapeutici con i quali lo specialista può sempre più personalizzare la terapia del singolo paziente.

 


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